Lo studio a casa

Per ogni genitore la preoccupazione dei compiti a casa è qualcosa di ben noto. Nel caso di ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento lo è forse di più!
Le difficoltà che i/le propri/e bambini/e o ragazzi/e hanno a scuola sono le stesse che avranno a casa. Per questo la legge 170 e le direttive successive parlano anche di compiti a casa proporzionati alle difficoltà individuali. Questo però è un altro argomento, ossia quello della scuola e di come possa o no essere allineata con tali direttive. Lo tratteremo in un altro post.

Una delle indicazioni che vengono date dagli esperti ultimamente è quella di sostenere i ragazzi nell’autonomia anche a casa. Questo significa, fra le tante cose che vedremo, insegnare loro sviluppare le strategie più appropriate tenendo conto delle limitazioni individuali.

Facendo un esempio, se la/il ragazza/o soffre di dislessia, avrà delle oggettive limitazioni nella lettura e perciò dovrà essere o dispensato dalla lettura di ampie parti di testo oppure (auspicabile) utilizzare il sintetizzatore vocale come strumento compensativo.
Questo però non potrà risparmiargli di consultare comunque il testo in parti meno ampie o doverlo comunque rielaborare o utilizzarlo nelle interazioni in classe, anche dai propri stessi appunti.

Sarà dunque importante insegnare delle strategie di studio e di organizzazione di esso che gli permettano di imparare come i compagni, al fianco degli strumenti compensativi.

Altra parola utilizzata è “autonomia. Questa può suonare davvero improbabile per quei genitori che si dedicano a tempo pieno a seguire i propri ragazzi nei compiti a casa, dovendo stare loro dietro per ogni minima cosa, incluso il recupero delle informazioni circa cosa debba fare come compiti.
Eppure rendere autonomi i/le propri/e figli/e è qualcosa di estremamente importante, per la loro autostima innanzitutto, oltre che permettere al proprio ruolo di genitore di svolgere le proprie mansioni più proprie, che non sarebbero quelle di insegnante.

“La buona riuscita scolastica si collega a numerosi fattori di ordine strategico, metacognitivo e motivazionale”.¹

 

 


¹ Moè, A., Cornoldi, C., De Beni, R., (2001), “Strategic coherence and academic achievement”, Advances in learning and behavioral disabilities, 15, 237-258.

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