Conflitti con la scuola

I piani didattici personalizzati non compilati, redatti senza criterio, o senza consultare la famiglia, fatti firmare in assenza degli insegnanti ma da chi del ragazzo non sa nulla, quelli redatti bene ma mai messi in pratica e che per farli rispettare bisogna sudare sette camicie…

Gli insegnanti che negano il Dsa del proprio figlio, quelli che non sanno cos’è un Dsa, quelli che per non ferire l’alunna le fanno pesare la richiesta di ogni diritto acquisito con la legge, e poi gli insegnanti di sostegno che vengono rifiutati dalla famiglia per una incompetenza tanto grande e dannosa per il proprio figlio da preferire piuttosto rinunciarvi, oppure quegli insegnanti che consigliano ai genitori di lasciare a casa i/le propri figli/e per le prove Invalsi, visto che poi la scuola verrà valutata anche dall’esito di quelle prove…

Questi sono stati solo alcuni dei casi portati questa mattina dai genitori all’attenzione della dott.ssa Carla D’Antimi, dirigente dell’Ufficio III, settore I, dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, che si occupa dell’attuazione delle politiche nazionali in materia di diritto allo studio e politiche sociali in favore degli studenti. L’incontro era organizzato dall’Associazione Italiana Dislessia (Aid) per i soci della sezione di Roma.

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La dottoressa ha esposto, fra le tante cose, quale sarebbe l’iter corretto per un/a fortunato/a studente con Dsa:

  • a inizio del nuovo ciclo scolastico o comunque di una nuova classe che l’insegnante prende in carico, si informa circa gli alunni con bisogni speciali, tra cui i Dsa, per cominciare subito, prima dell’inizio dell’anno scolastico, a orientarsi circa il piano didattico personalizzato (Pdp) da redarre per i/le singoli/e allievi/e;
  • incontra i genitori e anche possibilmente i tutor che seguono a casa il/la ragazzo/a, per avere informazioni preziose circa abilità, punti di forza, su cui poter fare leva per aiutarlo/a;
  • redige il Pdp di concerto coi genitori, e, se ce n’è bisogno, con chi ha scritto la certificazione, ma solo in quegli sfortunati casi in cui le Asl non specifichino gli esiti dei vari test a cui hanno sottoposto il/la ragazzo/a e dunque non entrano in dettagli cruciali per comprenderne punti di forza e debolezza;
  • entro il primo trimestre dall’inizio dell’anno scolastico il piano didattico personalizzato è redatto e firmato da tutti gli “attori”, preside, insegnanti e genitori.

Se il Pdp non viene compilato o rimandato in date non conformi a quanto prescritto dal Miur, la dott.ssa D’Antimi consiglia innanzitutto di cercare un dialogo pacifico con la scuola, ricorrendo prima agli/lle insegnanti, poi al/la coordinatore/trice di classe, se presente, in quanto figura delegata dal/la preside.
Se anche questa figura non risponde alle esigenze dell’alunno/a previste dalla normativa, si ricorre al/la preside, con lettera e/o colloquio.

Nel caso in cui nessuna di queste tre vie di dialogo (insegnanti, coordinatore/trice, preside) abbia successo, la dottoressa D’Antimi invita i genitori del Lazio a contattarla, per email o per telefono, prendendo anche un appuntamento con lei, per esporle i propri problemi e chiederle una mediazione con la scuola.

A questo proposito i recapiti per contattare la dottoressa sono:
– uff: 06 77392212,
-fax 06 77392318,
– mail: carla.dantimi@istruzione.it.

Sono tutti reperibili sul sito del Miur, insieme con gli altri referenti designati per ogni regione, a questo indirizzo:
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/b142f616-97ff-4ff4-b4e0-0293929b9ca4/contatti_referenti_regionali.pdf

Rispetto alle remore circa le possibili conseguenze che questa mediazione istituzionale possa implicare per la scuola e quindi, a cascata, per i/le propri/e figli/e, la dottoressa ha tranquillizzato i genitori in quanto le modalità di intervento che utilizza sono estremamente rispettose e caute, cercando sempre di ricorrere anche lei prima al dialogo con i dirigenti scolastici, cosa che nella sua esperienza di mediazione ha avuto successo nel 99% dei casi.

Solo nel caso in cui nessuna di queste vie abbia avuto successo nel trovare una soluzione ai propri problemi con la scuola, si ricorre all’ufficio del dott. Raffaele Ciambrone, della Direzione Generale per lo Studente, l’integrazione e la Partecipazione, Ufficio IV – Disabilità, i cui contatti sono qui reperibili:
http://www.istruzione.it/dg_studente/disabilita.shtml#.VyTizeREIgQ

Questa mattina sono stati toccati molti altri argomenti, sembra infatti che per genitori che hanno un/a figlio/a con Dsa l’informazione e la chiarezza siano fattori estremamente preziosi, proprio per aiutare la scuola e gli/le insegnanti a ricordare/conoscere i diritti che i/le propri/e figli/e hanno guadagnato negli ultimi anni

“Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.”

(Don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa, Libreria editrice Fiorentina)

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